“Raqs sharki” è il vero nome della danza orientale da noi
chiamata “Danza del ventre”.
E’ una antica arte che pare risalga a dei culti religiosi
delle “madre terra” praticati in Mesopotania.
Già dal tempo dei Faraoni si godeva della danza orientale
anche come intrattenimento.
L’occidente scoprì questa cultura grazie a dei viaggiatori
Francesi orientalisti e fece subito di questa danza il simbolo di una
sensualità orientale da sogno.
La bellezza della danza ha sempre avuto un effetto magico,
causato dalle movenze morbide e fluttuanti del ventre e del bacino delle
danzatrici, unito ai leggeri tremori indefinibili.
Nel tempo si diffuse in tutto il mondo antico influenzando
le danze tradizionali di altri popoli, per questo motivo, nella moderna danza
del ventre si ritrovano elementi africani, indiani e anche spagnoli.
Questa danza non è una creazione artificiale ma bensì
un’espressione della femminilità e della bellezza delle donne, tramandata nei
secoli e che attraverso i propri sinuosi movimenti, crea armonia tra il corpo e
la vita.
Gli abiti meravigliosi, usati dalle danzatrici, riportano i
colori dell’oriente:
Rosso, legato al fuoco delle passioni, dell’amore e della
guerra, associato anche al desiderio.
Arancione, un colore caldo, risultato della combinazioni dei
raggi rossi e gialli del soleche unito
al colore rossocrea l’atmosfera di un
tramonto
I colori dell’oriente sono i colori della gioia e dei
sentimenti.
Gianni Giacomini
In queste foto: Thaira & Suheila (Le Perle del Deserto) e altre bravissime collaboratrici